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Kesal rappresentano una di quelle rare e felici combinazioni che possono nascere solo in musica. Un duo creato da un’autentica armonia degli opposti: lei solare, voce cristallina a volte calda e a volte aggressiva che sa attraversare le note con spirito giocoso in un idillio perpetuo; lui spirito d'innovazione che trasforma il passato in presente senza altararne l'essenza e si avventura nel futuro alla ricerca costante di un significato più profondo. Il concerto fatto di sonorità moderne con un insieme di atmosfere più popolari creano l’eco di un’epoca di “Chansons Françaises” del terzo millennio. Dopo un’attenta ricerca tra manoscritti e documenti sonori i Kesal esprimono le tradizioni della Valle d’Aosta con il linguaggio in uso all’epoca: francese e patois, lingua dei colti e lingua del popolo. Una musica che vive nell’istante insieme ad un modo di porgere la voce non solo di natura estetica ma anche sociale che si nutre di una storia non molto lunga ma appassionata. L’universo cantato dei testi è quello degli umili, di storie sconsolate, di sogni infranti trasmessi con voce segnata da straziante dolore. Ma è anche l’universo dei giochi, delle feste, delle grida euforiche dei bambini. E’ l’universo della quotidiana umanità vestita di cose semplici. Accanto al nuovo ma conosciuto si affianca il nuovo e sconosciuto. Un modo nuovo di concepire l’essenza dell’organetto pieno di esposizioni filigranate, leggere e poi complesse e inquietanti. L’artista ha saputo mettersi in gioco per dare vita a qualcosa di inatteso, una musica che con le sue sonorità viene permeata da una sottile vena blues per confondersi con ritmi funky e jazz. Il concerto esprime i più accesi contrasti e le più leggere sfumature restando perennemente in bilico tra memoria e echi futuri. I “KESAL” sono
Anna Paola Zavattaro: voce, salterio e citara Raffaele Antoniotti: organetto
diatonico
ORCHESTRA DI FIATI "EUPHORIA"
Non è un’orchestra sinfonica in quanto è prevalente la presenza degli strumenti a fiato mentre gli archi vengono utilizzati a supporto delle partiture da eseguire. Altri scopi dell’Associazione sono l’istituzione
e la gestione di corsi di studio e perfezionamento musicale allo scopo
di offrire un’alternativa culturale valida, attraverso l’inserimento
nell’organico orchestrale che permetta di acquisire un’esperienza
formativa importante e certificata.
"R-EVOLUTION" E' questo magico incontro tra Antico e Nuovo, tradizione
e innovazione, che incanta e scaturisce in chi ascolta emozioni profonde
legate alle proprie radici. Il concerto si propone infatti, come un viaggio
musicale dove l'organetto diatonico, precursore della fisarmonica sfruttato
in quest'occasione al massimo delle sue potenzialità, coinvolge ed avvolge
l'ascoltatore in una fragorosa cascata di note (come in "Niagara", un
brano di propria composizione particolarmente innovativo); la cornamusa
trascende la propria natura trasformandosi in voce umana, lanciata dall'abile
strumentista in un prepotente grido che scuote l'anima fin nel profondo;
la ghironda, curioso strumento a corde, accompagna fedelmente regalando
gioiose armonie che risvegliano il desiderio di festeggiare la musica
e la vita; la nobile arpa, infine che, allieta, in uno splendido assolo,
con le sue dolci note Tutto questo nel vivo desiderio di riscoprire strumenti
dimenticati, di farli nascere a nuova vita, creando nel concerto un'intesa
speciale, tra gruppo e pubblico, nell'intento di donare due ore di sincera
passione per la musica e per la cultura musicale. Chiamare i " Coup de Foudre " semplicemente " Duo " non è proprio esatto. I musicisti sono due, è vero, ma gli strumenti suonati sono minimo due…fino a cinque! L'organetto diatonico di Anna Paola può farsi accompagnare da un altro organetto o magari da una ghironda per i brani occitani e medievali. Può scegliere anche dei dolci flauti irlandesi per le mazurke da danzare con il proprio amato o magari una bombarda per rendere più incalzanti gli andro bretoni. E' magia? No, è il "polistrumentista poliedrico" Raffaele Antoniotti che riesce a fare in modo che ogni brano abbia una sonorità differente da quello precedente. "Coup de Foudre" è il nome adatto per descrivere la passione che c'è tra i musicisti e i loro strumenti. Una passione che investe di calore il pubblico che danza o ascolta. Quando l'organetto diatonico incontra l'altro strumento crea l'atmosfera gioiosa per una densa notte di danze. Anna Paola e Raffaele sgranano le note, giocano e incalzano animando anche la più piccola festa a ballo o manifestazione.
Suonano il trad con forza e tenerezza da far vibrare il parquet tanto è forte la vitalità che trasmettono ai ballerini. A questo punto il "Coup de Foudre" è per tutti…
Formatasi in occasione della millenaria Fiera di sant'Orso,
momento magico dell'artigianato, del legno soprattutto, nel gennaio 2000
in Valle d'Aosta, ai piedi delle cime più alte d'Europa, Le Grand Orchestre
des Alpes nasce da un incontro di musicisti che rappresentano ampiamente
la cultura musicale delle popolazioni dell'intero arco alpino.
Dalle Alpi marittime all'Istria, con affinità etniche e linguistiche che scavalcano ora di qua ora di là i confini politici, in un percorso affascinante, si ripropongono con rigore brani di tradizione che sottolineano una comunione di appartenenze ed evidenziano le radici comuni e condivise delle popolazioni che abitano la montagna dando così ampio risalto ad un mosaico culturale unico e originale. Il nucleo centrale è costituito dai lombardi e ticinesi della "Bandalpina" a cui si aggiungono membri di gruppi piemontesi di larga fama quali i "Tre Martelli", i "Meikenut", "Ombra gaia", "Li Sounalhe" il duo occitano Peron-Ferrero, i bergamaschi "Samadur", i trentini "Abies Alba", i veneti "Calicanto", i violinisti sloveni Kraniac e Marusic, i savoiardi de "La kinkerne" e di "Coralpes", gli svizzeri di "Montferrine" e i valdostani "Trouveur Valdotèn".
Accanto ad un repertorio proposto coralmente che percorre le varie sonorità regionali, i gruppi hanno anche un loro spazio solistico che meglio definisce le particolarità di ogni cultura rappresentata. Monferrine, contraddanze, quadriglie, polke, scottish, courente e canti nelle varie lingue regionali si propongono di volta in volta offrendo momenti di allegria e di magia ineguagliabili in uno spettacolo unico ed emotivamente coinvolgente. Lo strumentario interprete della tradizione comprende organetti, ghironde, violini, cornamuse, flauti, ocarine, mandole, contrabbassi, arpa, chitarre e percussioni. L'orchestra è diretta dal prof. Christian Thoma, insegnante presso l'istituto musicale di Aosta. Lo spettacolo è illustrato da una presentazione che, di volta in volta, narra il percorso musicale invitando ad un viaggio immaginario che si compie tra i suoni ma che evoca paesaggi, architetture, monumenti e persone delle montagne. |
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