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Da un'idea di Manuela Tamietti

Di Renato D'Urtica
Con Manuela Tamietti

Musicisti
Elena Straudi
Raffaele Antoniotti

Voci: Renato Novara, Simone Vercellina, Gino Lana

Scenografia e ombre:
Silvia Sanfilippo

Marionette: Teatro dell'Angolo

Musiche originali:
Raffaele Antoniotti

Progetto luci: Bruno Pochettino

Costumi: Francesca Arcangeli

Regia: Luigina Dagostino


Il racconto di due vite normali che dipanano il filo degli eventi quotidiani nel quieto mormorio dei loro pensieri. 



Tutto è dominato dalla presenza - o - dall'assenza - del paese natale che sottolinea con la potenza del ricordo l'importanza della memoria come tratto incancellabile che distingue ogni individuo ed ogni comunità.




Un uomo e una donna, le cui esistenze si sfiorano appena senza mai veramente intrecciarsi, e altri testimoni della loro vita, a cavallo tra '800 e '900 e fino ai giorni recenti, raccontano sommessamente la storia semplice di chi non conosce fama né grandezza.


Trattasi di uno spettacolo di teatro-racconto con musiche dal vivo e utilizzo di teatro di figura: ombre cinesi e marionette manovrate a vista.
Il lavoro è frutto di una ricerca e di uno studio di circa un anno e mezzo, svolto sul territorio.
Testo e musiche sono originali.
Gli strumenti suonati in scena sono: arpa, organetto diatonico, ghironda, sax e whistle.
Il racconto viene vissuto attraverso gli occhi dei due protagonisti, che si incontreranno una sola volta, e da una decina di altri personaggi, , (la madre, la vicina, il nipote, l'impresario ecc…), attraverso il tempo, almeno 70 anni di esistenza.
Lo spettacolo si presta per repliche scolastiche, dalla media inferiore.

Non sempre il Piemonte è stato il luogo ricco di lavoro e di opportunità in cui ci siamo trovati a vivere. Per lungo tempo l'attività industriale è stata circoscritta ad una parte del territorio, lasciando alcune delle vallate al di fuori del processo che nel corso degli anni ha contribuito a rendere migliori le condizioni di vita dei suoi abitanti.
Molti piemontesi si sono trovati nell'impossibilità di fruire delle opportunità concesse ad altri conterranei: a loro non è rimasta che l'emigrazione, come le generazioni che li avevano preceduti, spesso solamente stagionale, definitiva in altri casi tutt'altro che rari. Come spesso capita a coloro che non hanno speciali qualificazioni professionali, i lavori disponibili erano i più pesanti ed i meno ricercati, ad esempio la manovalanza edile. Ma anche in questo ambito apparentemente privo di sbocchi una consistente parte di emigranti partiti come semplici muratori ha saputo creare, specie in Francia - terreno privilegiato a causa della relativa vicinanza - una specie di élite professionale, grazie a quella complessa mescolanza di sentimenti ed impulsi che spinge un uomo a dare il meglio di sé, tanto più se le opere che egli crea sono destinate a durare nel tempo, non importa se si tratti di una scultura monumentale o di un semplice gradino di pietra.
Emigrazione dunque vista come speranza di vita migliore, anche se accompagnata da dubbi e lacerazioni, sia per chi era costretto a partire, sia per coloro che rimanevano: solitamente le donne, madri, mogli, figlie, e gli anziani che talvolta avevano alle spalle un'identica storia.
Il distacco si viveva profondamente anche senza muoversi di casa, e insieme la speranza e l'attesa ed il disagio della lontananza, con il pesante compito di tenere unita la famiglia avvicinando individui che talvolta, al rientro in paese dopo molti mesi, non si riconoscevano più nelle abitudini quotidiane. Spesso questo disagio veniva superato con uno strappo definitivo, con il trasferimento di intere famiglie all'estero non appena le condizioni economiche lo permettevano; altre volte erano gli emigranti stessi a crearsi un nuovo focolare, lasciando che i vecchi legami si indebolissero e svanissero lentamente man mano che i familiari rimasti a casa invecchiavano e morivano svuotando le antiche case nelle vallate.

Diverso invece il discorso per chi restava, per scelta, per caso o per necessità. La vita scorre comunque, ma non vi sono grossi sobbalzi, al di là di quelli che il destino ci riserva, in qualunque luogo ci capiti di vivere. Ma chi passa una vita intera nello stesso posto spesso si accorge del tempo trascorso - e dei cambiamenti avvenuti - solo quando si volge a ricordare il passato. Forse solo allora ci si rende conto del patrimonio inestimabile costituito dai piccoli ed insignificanti frammenti di vita quotidiana che formano il disegno dell'esistenza, e della loro estrema fragilità.
Importante è dunque la trasmissione della memoria, e non solo di quella costituita dai grandi eventi storici, poiché la consapevolezza della propria identità passa attraverso le semplici vite di ciascuno e rende più ricca ogni comunità sociale.
E' appena il caso di ricordare che, passati ormai i tempi dell'esodo, il Piemonte si è trovato e si trova tuttora a vivere la stessa situazione, questa volta però dall'altro versante, quello della comunità che accoglie individui meno fortunati offrendo loro opportunità inesistenti nei luoghi di origine: basti pensare al boom industriale degli anni '60 con l'arrivo dei lavoratori dal sud Italia e, più recentemente, a quello degli immigrati stranieri.
Se l'esperienza può quindi insegnare qualcosa, è qui che si fa evidente il valore inestimabile della memoria, che può aiutare la società nei difficili rapporti con persone provenienti da culture spesse volte tanto differenti: a patto però che non si perda il ricordo delle umili vite dei nostri predecessori, ed il significato universale dei loro sacrifici.

 

“Leggendario”

da un’idea di Antonio Rosanò, liberamente ispirato dal libro “leggende valdostane” di Tersilla Gatto


di Antonio Rosanò, Raffaele Antoniotti e Anna Paola Zavattaro


Attrice:
Anna Paola Zavattaro
Musicista:
Raffaele Antoniotti
Progetto luci:
Antonio Rosanò

Scenografia: Anna Paola Zavattaro e Antonio Rosanò
Musiche originali: Raffaele Antoniotti
Quadri, maschere e costumi: Anna Paola Zavattaro

 

 

“Uno spettacolo in cui diventa difficile scindere la realtà dall’immaginario. Antichi racconti per spiegare gli eventi cullati dalla musica che accompagna l’attrice ed a volte si sostituisce a lei.
Uno spettacolo di grande suggestione grazie ad effetti luce e sonori che sottolineano le emozioni degli eventi.
Il leggendario si fa vivo e comprensibile sia nel dramma che nella gioia lasciando negli animi un soffio di mistero…”

 

Il lavoro è frutto di una rielaborazione di antiche leggende e dalla libera interpretazione della raccolta di leggende valdostane di Tersilla Gatto.
Lo spettacolo del genere teatro-racconto è caratterizzato dall’esecuzione dal vivo di musiche originali e dall’utilizzo di teatro di figura con ombre cinesi e maschere.
L’originalità della rappresentazione sta nell’avvicinare l’antico e il nuovo attraverso l’utilizzo di moderne attrezzature per effetti luce ed audio e nell’impiego di sofisticati strumenti musicali virtuali che accompagnano l’organetto diatonico e il whistle suonati dal vivo.
L’attrice interpreta differenti personaggi che vanno dalla semplice voce recitante al personaggio fino ad immedesimarsi con esso: guarda da lontano gli eventi per poi farne parte in un continuo ed affascinante movimento.


Lo spettacolo si presta per repliche scolastiche.



“Le storie della volpina”

"Spettacolo per i più piccoli dai 2 agli 8 anni"

 

Da un'idea di Manuela Tamietti
di

Maurizia Vaglio


con Elena Mammone e Raffaele Antoniotti

Scenografia Patrizia Da Rold

Animaletti Elena Mammone e Manuela Tamietti

Musiche Raffaele Antoniotti

Regia Manuela Tamietti

Spettacolo per attrice sola e musicista eccentrico.

Le favole sono narrate da una volpina domestica che viene a mangiare, ogni sera, la minestra nel piatto di Alice. A Serafina, la Volpina, piace tanto la minestra e allora in cambio regala ad Alice delle belle storie del bosco, una per ogni minestra: lo Scoiattolo egoista, l'Orsetto goloso e lo Gnomo distratto. Tutte le avventure sono ambientate a Bosco Birillo, il boschetto in cui lei vive e di cui racconta le avventure dei piccoli abitanti che hanno peli o piume ma pregi e difetti umani.

Un'orsetto goloso rimane imprigionato in una grotta di miele, gli amici del bosco lo libereranno. Lo Gnomo distratto ha perduto il suo magico Flauto dei Colori, come potrà suonare l'inno alla luna nell'importante giorno della grande Festa d'Estate? Uno scoiattolo rifiuta di aiutare un amico in difficoltà, ma si troverà lui stesso in difficoltà e comprenderà di essere stato ingiusto.

Le favole sono sottolineate dalla musica più dolce e da quella più allegra: il flauto, il salterio e l'organetto diatonico. Il flauto e l'organetto sono strumenti conosciuti, il salterio ad accordi o cetra è uno strumento a corde pizzicate dal suono armonioso, nato dall'evoluzione dei salteri medievali usato inizialmente nell'ambito della musica popolare è poi stato utilizzato nei monasteri per l'accompagnamento dei canti nelle liturgie. In questo caso il salterio incanterà i bambini.

Questo spettacolo vede l'impiego di piccole marionette, una montagna facilmente trasportabile, morbidi animaletti del bosco e abiti che diventano scenografia.

Durata 40 minuti. .

Rappresentabile in piccoli spazi: al chiuso o all'aperto.

 

La valle dei nasoni

Scheda : da un’idea di Manuela Tamietti

Di Renato D’Urtica

Con Patrizia Da Rold, Elena Mammone, Alessandro Germano

Scenografia e Marionette Laura Rossi e Alessandra Odarda

Musiche Aldo Valente

Regia Toni Mazzara, Manuela Tamietti

Assistenti alla regia Patrizia Da Rold

Luci e Fonica Raffaele Antoniotti

 

Attraverso una storia divertente e colorata, si racconta un problema della nostra società industriale: i Rifiuti Urbani, (la spazzatura, l’immondizia, la sozzura!) e si propongono, attraverso l’inventiva e il buon senso dei protagonisti, delle soluzioni per risolverlo.


Commento : I Nasoni Sensibili protagonisti di questa storia, sono piccoli ominidi, apparentemente primitivi, che abitano su di un pianeta pulito e non inquinato.
I Nasoni si troveranno improvvisamente a dover convivere con una montagna di spazzatura piombata nella loro valle, tramite un missile/cassonetto inviato dalla Terra, e, dopo un primo attimo di smarrimento, insegneranno a tutti noi, come, attraverso l’ingegno e l’impegno, si possano trovare delle soluzioni intelligenti quali la raccolta differenziata e il riciclaggio dei rifiuti.
Questi argomenti affrontati nello spettacolo e il materiale didattico di supporto potranno fornire alle insegnanti uno spunto per sviluppare in classe un approfondimento e una sensibilizzazione riguardo alle tematiche del rispetto dell’ambiente, della coscienza ambientale attiva, e dei sistemi che si possono porre in atto per risolvere certe problematiche cambiando, ad esempio, qualche piccola abitudine quotidiana in casa e a scuola: imparando a separare, raccogliere e trasformare.

 

La scenografia e le marionette sono realizzate con materiale riciclato.


 

Vicini di cassonetto

campagna ecologica sperimentale
per la sensibilizzazione alla raccolta differenziata.

in collaborazione con l’Assessorato
all’Ambiente del Comune di Collegno
e achabgroup.

 

Testi di Gianpiero Perone e Andrea Coccioni

Con Gianpiero Perone Patrizia Da Rold, Elena Mammone

Regia di Manuela Tamietti

Perché l’erba del vicino è sempre la più verde e il cassonetto del vicino è sempre il più vuoto?

Perché da quando non c’è più la mezza stagione è sparito anche il cassonetto in mezzo alla strada?

Perché di mamma ce n’è una sola e di cassonetti invece una mezza dozzina?

Se si stava meglio quando si stava peggio, la puzza della discarica era un aroma prelibato?

Se chi va con lo zoppo impara a zoppicare, chi insozza in giro da chi ha imparato?

E’ nato prima l’uovo o la gallina? O gli avanzi di entrambi? E poi dove li butto?

Queste ed altre angoscianti domande tormentano l’umanità fin dalla notte dei tempi (ma soprattutto da qualche anno a questa parte). Cercheremo insieme di trovare le risposte attraverso le emozionanti, coinvolgenti, esilaranti avventure quotidiane di un normale vicino di casa che dialoga con la propria Coscienza alle prese con la gestione dei rifiuti e i relativi problemi e soluzioni.

E’ uno spettacolo modulare, composto da dialoghi concisi, brillanti, divertenti; può essere adattato a situazioni diverse, sia nei tempi che negli spazi, ed è concepito per veicolare materiale informativo, istituzionale, sul corretto smaltimento dei rifiuti.

 

“Vicini di cassonetto – Teatro Spazzatura” incita i cittadini alla raccolta differenziata, e può essere affiancato ad altri eventi, come ad esempio per il Comune di Collegno (To) con cui si sta sviluppando una campagna che vede il coinvolgimento del pubblico attraverso iniziative (feste, concerti, mostre) e animazioni teatrali, in appositi punti di informazione al pubblico sul tema dei rifiuti.

 


Le avventure di capitan Eco

 

TEATRO ODS e ACHABGROUP

presentano

LE AVVENTURE DI CAPITAN ECO
Scarica il filmato
di Andrea Coccioni e Manuela Tamietti

Con
Argia Coppola (Samba; Mosca, Maiale, Fata, Strega, Osvaldo)
Patrizia Da Rold (Rumba, Moschella; Maiale; Fata; Pina; Serena; Isolano)
Alessandro Germano (Capitan Eco)
Raffaele Antoniotti (Tango)

Consulenza tecnica Achabgroup
Scene e costumi Laura Rossi
Musica Raffaele Antoniotti
Regia Manuela Tamietti

SPETTACOLO TEATRALE/DIDATTICO.

Rivolto alle scuole dell’infanzia e primarie.

Obiettivi dello spettacolo:
- Veicolare contenuti didattici attraverso il teatro.
- Imparare in modo divertente alcuni concetti di base della sostenibilità ambientale: le semplici regole della raccolta differenziata così come l’utilizzo più consapevole delle risorse idriche ed energetiche.

 

L’incontro tra Achabgroup e Teatro ODS ha dato vita ad una collaborazione che ruota intorno alla comunicazione ambientale ed alla teatralizzazione attraverso la stesura di un testo molto fantasioso che vede protagonista Capitan Eco.

 

Capitan Eco ha le caratteristiche del Super Eroe vecchio stampo: non ha poteri soprannaturali, usa un veliero per spostarsi e affronta i pericoli con una semplice spada. Capitan Eco è un personaggio coraggioso, semplice e positivo che attraverso la consapevolezza e lo charme porta messaggi chiari a tutti i ragazzi: Il Mondo è bello se è pulito, tutti noi possiamo e dobbiamo fare qualcosa per migliorarlo.

E’ un pirata speciale, combatte contro tutti coloro che sporcano il mondo: i Puzzoni bucanieri, le Mosche Panzone, i Mostri d'Immondizia, i Maiali con i Fiocchi e le Streghe Puzzolenti. Dialoga con le Fate, le Sirene e strani animali che non conoscono la semplicità dell’acqua del rubinetto, o dell’acqua pulita o le mille risorse energetiche del nostro pianeta.

Lo spettacolo, rivolto alle scuole dell’infanzia e primarie, è composto da episodi animati sui temi della raccolta differenziata dei rifiuti e uso sostenibile delle risorse energia e acqua, con personaggi curiosi, scenografie e costumi realizzati interamente con materiali riciclati.

L’obiettivo è veicolare contenuti didattici attraverso il teatro, in modo che i più giovani possano imparare in modo divertente alcuni concetti di base della sostenibilità ambientale: le semplici regole della raccolta differenziata così come l’utilizzo più consapevole delle risorse idriche ed energetiche.
Grazie al racconto delle sue avventure, tutte incentrate sul tema rifiuti e tutela dell'ambiente, il Capitano propone il suo stile di vita da buon pirata riciclatore e conduce per mano i bambini alla scoperta del tesoro, ossia del prezioso ambiente in cui tutti noi viviamo.




"Suoni e canti dell' immaginario popolare"
di
MAURO GINESTRONE

Cantarkaicos esprime soprattutto, la voglia di raccontare attraverso la melodia e la musica tradizionale.
È uno spettacolo che come genere si avvicina più al teatro che al concerto musicale: una "Nuova Cantata Popolare" dove il linguaggio della musica s'impasta con la recitazione, nella totale assenza di movimento scenico così come avviene nel concerto sinfonico.


Nel progetto della "Nuova Cantata Popolare" il suono dell'orchestra è essenziale, così com'è indispensabile la presenza del coro polifonico, ricco di potenzialitò espressive. I due universi sonori si fondono insieme nella realizzazione di un "Iper-Personaggio" in grado di trasfondere le fasi articolate della vicenda.

Cantarkaicos, nella sua originale ricetta, contiene infine la volontà di far conoscere al pubblico la bellezza e la forza espressiva della melodia canavesana, recuperata attraverso l'imponente lavoro di ricerca condotto da Amerigo Vigliermo in tutti i centri del Canavese.
I risultati della ricerca sono conservati presso il Centro Etnologico Canavesano fondato da A.Vigliermo con sede a Bajo Dora (To).

Contenuti

Lo Spettacolo si svolge in un arco temporale brevissimo poiché tutto avviene nel passaggio dalla notte al giorno: l'alba.
Trascorrono pochi minuti, e la prima onda di luce non lascia altro di se che un ricordo impreciso e fumoso. L'alba alimenta sensazioni contrapposte di serenità e d'ansia, di speranza e d'impotenza verso il moto circolare e la forza trasfigurante del tempo.
È il momento in cui un uomo contempla in silenzio l'arrivo del giorno, mentre in lui affiorano frammenti del passato che s'incastrano, combinandosi fra loro con casuale precisione. Ciò che prende forma e si realizza è un quadro sentimentale, un mosaico semplice e straordinario come il sapere dell'uomo che l'ha composto, evocandolo.
Cantarkaicos è tutto ciò che passa nella mente di un vecchio seduto davanti alla porta di casa. Sono pensieri che diventano canzoni, racconti, descrizioni di un posto che è stato ed è ancora il suo.
Senza malinconia si racconta per chi si ferma ad ascoltare.

Testo, musiche originali e allestimento musicale:
Mauro Ginestrone

Interpreti
Elisa Zagatti
Roberto Sgarlata
Gianni Bissaca

Violino    Mihai Vuluta, Cosetta Ponte, Laura Messina
Violoncello    Giulio Arpinati
Flauto Traverso   Carla Forneris
Clarinetto   Diego Calosso
Arpa   Adelina Accame
Fisarmonica   Giancarlo Zedde
Ghironda   Raffaele Antoniotti
Percussioni   Vincent Boniface

Coro Polifonico
ACCADEMIA MONTEVERDI

Regia di Mauro Ginestrone

Si ringraziano Amerigo Vigliermo
il C.E.C. (Centro Etnologico Canavesano)
per la preziosa collaborazione.

Photogallery


mappa sito               info@raffaeleantoniotti.com